Allergia al grano, intolleranza al glutine e celiachia: tre disturbi diversi, che, molto spesso, nella concezione comune vengono confusi.

L’intolleranza al glutine viene classificata come fenomeno di ipersensibilità, che viene scatenato quando il corpo assimila una quantità eccessiva di glutine. I sintomi possono essere di due tipologie: intestinali ed extra intestinali:

SINTOMI INTESTINALI

  • Acidità
  • Bruciori
  • Sintomi di reflusso gastro-intestinale
  • Gonfiore
  • Meteorismo
  • Diarrea

SINTOMI EXTRAINTESTINALI

  • Stanchezza
  • Dolori articolari e muscolari
  • Eritemi cutanei
  • Mal di testa
  • Annebbiamento visivo

L’allergia al glutine, causa una reazione, mediata dalle immunoglobuline E, a distanza di un breve periodo di tempo, dopo ingestione di alimenti che lo contengono glutine.

La celiachia invece, è una malattia autoimmunitaria, che colpisce solo chi ne è predisposto geneticamente. Dopo l’assunzione di alimenti contenenti glutine vengono prodotti anticorpi che vanno a distruggere il piccolo intestino. Da questo l’obbligo alla sospensione dell’assunzione di glutine per tutta la vita.

Come viene effettuata la diagnosi?

La diagnosi deve essere effettuata esclusivamente da un medico specialista, a cui bisogna rivolgersi in presenza di sintomi. Bisogna evitare assolutamente sia l’autodiagnosi che la sospensione del consumo di prodotti contenenti glutine.

Per escludere la celiachia, si ricorre:

  • ad esami del sangue
  • biopsia duodenale durante una gastroscopia
  • esami genetici

Per escludere l’allergia, invece, viene effettuato il prick test e il rast test, sempre rivolgendosi ad unno specialista.

E se la causa non fosse il glutine?

Secondo alcuni studi, nella popolazione italiana, la sensibilità al glutine è più diffusa rispetto alla celiachia. Ma quello che non è noto è che chi sospetta di essere intollerante al glutine in realtà si sbaglia. Molti tipi di grani e farine contengono, oltre al glutine, anche altre componenti difficili da digerire: ATI (inibitori dell’amilasitripsina) e i FODMAP. Queste componenti, non sono esclusive del grano, ma sono presenti anche in alcuni tipi di frutta e verdura.

I grani antichi ed integrali, sono caratterizzati da una quantità inferiore di glutine ed una tipologia meglio tollerabile a livello intestinale. Però nelle farine integrali, la quantità di ATI e FODMAP è maggiore, quindi l’assunzione di grandi quantità di fibra, potrebbe peggiorare i sintomi.

Per questo bisogna rivolgersi sempre ad uno specialista, per una diagnosi accurata ed avere una guida all’alimentazione giusta.

 

 

 

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